Goundi (Tchad)
Gianni Pesticcio
Goundi (Tchad)
Paese classificato ad estrema povertà

L’Africa, attraverso i suoi paesaggi immensi e spettacolari, funziona come una macchina del tempo. Si esce dal ritmo frenetico della nostra vita e si entra direttamente nella storia, a stretto contatto con un ambiente incontaminato e a popolazioni giunte a noi intatte attraverso i secoli con le loro abitudini e il loro stile di vita.

In Tchad le genti vivono una vita al limite della sopravvivenza, in una Nazione a lungo devastata da povertà, siccità e continui spargimenti di sangue. Ci sono piste al posto delle strade, lanterne al posto della corrente elettrica, insetti che ti divoravano, e volti scavati, sofferenti e diffidenti. I villaggi sono fatti di case di fango, capanne di paglia e pozzi d’acqua, dove donne vigorose dalla pelle scura e dai veli multicolori, arrivano con i loro catini ad attingere acqua che, con portamento eretto, portano sul capo.

Un impatto decisivamente duro, in una Nazione che avevo scoperto sul mappamondo. La voglia di fare è tanta, soprattutto perché attorno senti lo sguardo di chi, senza parlare, chiede aiuto. Vi assicuro che io ci sono stato e ho toccato con mano la povertà ed il degrado che c’è, ho sentito scorrere lungo la schiena quel sottile brivido che ti passa guardando i bambini denutriti, le donne rassegnate, gli uomini che oziano sui tappeti incuranti di mosche, insetti o altro. Ho visto un ospedale in prima linea che cerca di sopravvivere e di far sopravvivere quanti vi si recano.

Forse è il caso di ricordarci chi siamo: esseri, persone, anime, create per stare insieme, per aiutarci a vivere dignitosamente e, soprattutto, a convivere con il prossimo.